Il denaro non è l’oggetto. Una banconota è carta da pochi centesimi, una moneta d’oro è un pezzo di metallo, un saldo in banca è un numero in un database. Quello che li trasforma in denaro è che un gruppo di persone accetta di prenderli in cambio di cose vere.
È l’accordo a reggere tutto. Per questo la stessa figurina rara vale tantissimo in un cortile e niente in quello accanto, e per questo nei campi di prigionia le sigarette diventarono denaro, senza governo, senza banche e senza leggi.
Gli economisti dividono il lavoro del denaro in tre parti: mezzo di scambio, misura del valore e riserva di valore per il futuro. Tutte e tre funzionano solo finché l’accordo tiene.
La forma cambia di continuo — conchiglie, bestiame, dischi di pietra, monete, carta, numeri su uno schermo — ma quello che c’è sotto non cambia mai. E siccome è un accordo, si può rompere: quando muore la fiducia, muore il denaro.